Comunicato Stampa

Pubblicità Italia: Intervista a Daniela Canegallo, CEO di MS&L Italia


Qualità, flessibilità, competitività: quale – dovendo scegliere – l’elemento da privilegiare nei confronti del Cliente in questo momento difficile del mercato?

E’ difficile scindere questi tre fattori, tutti fondamentali nelle Relazioni Pubbliche, tanto più in un momento non facile del mercato. Dovendo proprio scegliere, dando per scontata la qualità, direi la flessibilità, cioè la capacità di adattarsi alle nuove esigenze dei clienti: saper individuare i modelli comunicativi più semplici e diretti, essendo pronti a ridefinirli anche in corso d’opera; privilegiare mezzi di comunicazione anche nuovi, penso ad esempio al marketing ed alla comunicazione on line; riuscire ad incontrare al meglio le esigenze di budget delle aziende. Naturalmente tutto questo va realizzato ai massimi standard qualitativi, ed il tutto porta ad una vera competitività.

Come convincerebbe – in poche righe – un Cliente a non fare a meno delle RP in un momento di crisi?

Innanzitutto perché l'investimento nelle RP, rispetto ad altre discipline della comunicazione, è molto contenuto, e poi perché in momenti come l'attuale ha ancora una maggior valenza. A questo proposito porterei l’esempio delle banche. Pur essendo finite nell’occhio del ciclone, subissate di critiche e sfiducia, con budget ridottissimi, le banche più intelligenti stanno incrementando la loro comunicazione, certo con un taglio radicalmente nuovo. Non sostenere il brand in momenti di crisi, infatti, è molto pericoloso: si possono ridurre dei target, rivedere delle strategie, ma non scendere dalla giostra del marketing. Inoltre, non dimentichiamoci, che da un punto di vista strettamente ‘corporate’ le RP sono uno strumento indispensabile per gestire al meglio le situazioni difficili, che possono coinvolgere sia le aziende sia il management.

Secondo Lei , oggi, esiste un percorso di formazione adeguata per i giovani che si avvicinano a questo lavoro e che saranno ‘le RP’ di domani?

Chi intende fare questo lavoro deve avere innanzitutto una grande dote innata: una mente poliedrica, curiosa, attenta agli stimoli e pronta a spaziare da un argomento all’altro. In agenzia capita molto spesso di lavorare su tematiche completamente differenti tra loro, passando, ad esempio, nella stessa giornata, da un’azienda che produce giocattoli ad un mondo più istituzionale come quello assicurativo. Serve flessibilità, adattabilità, grande interesse per ciò che ci circonda. Consiglio quindi a chi approccia questa professione di seguire dei percorsi formativi - all’Università e anche sul campo (attraverso tirocini ed esperienze di lavoro) - che forniscano strumenti metodologici e pratici, utili per acquisire tutte le competenze necessarie. Da parte nostra crediamo molto nell’aggiornamento delle nostre persone: consideri che in MS&L circa il 5% del tempo lavorativo è speso in formazione. Naturalmente serve molta attenzione anche in fase di selezione, non a caso, il 64% dei nostri collaboratori ha una laurea o un master.


Che evoluzione vede – realisticamente – per il mercato in generale e per il mercato delle RP per i prossimi uno/due anni? Quale è - a suo avviso – il media del futuro?


Il settore delle relazioni pubbliche in Italia è caratterizzato da una crescente competività, dove ha successo chi è più innovativo e più professionale. La domanda di relazioni pubbliche e comunicazione è senz’altro molto cresciuta nell’ultimo decennio, ma certo non possiamo che essere preoccupati per gli attuali segnali di crisi. Tuttavia, come già accennato, la restrizione dei budget da parte delle aziende potrebbe tradursi, alla fine, in un’opportunità per le agenzie di rp, dato che le aziende potrebbero privilegiare le relazioni pubbliche ad altre forme di comunicazione più costose. E’ una tendenza che già è abbastanza delineata negli Usa e ne registriamo i primi segnali anche qui in Italia. Secondo una recente ricerca, commissionata proprio da MS&L, si  sta verificando negli Stati Uniti un netto spostamento degli investimenti delle aziende dai mezzi classici di comunicazione verso i nuovi media e  verso il mondo digitale, e ciò perché il digitale assicura sia una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse, sia la possibilità di misurare l’efficacia dell’azione praticamente in tempo reale, riuscendo, se necessario, a ‘correggere il tiro’ subito.

Come è iniziato il ‘vostro’ anno?

Il “nostro” 2009 è iniziato con un grande fermento. Ci siamo proposti importanti obiettivi, tra i quali il completamento del processo di integrazione delle tre anime dell’agenzia per traghettarla verso una brand equity molto distintiva. La nostra, infatti, è un’agenzia che ha origini lontane, che partono dall’’esperienza pluridecennale di Mavellia e Chiappe Bellodi ed arrivano agli attuali 70 anni di attività di MS&L. Per quanto riguarda il business, nonostante il periodo di recessione, la nostra agenzia continua il trend di crescita già registrato nel 2008.